Le cucine all’aperto, soprattutto in primavera, offrono un grande vantaggio: suoni che diventano più sofisticati, diluiti e liberi, come dovrebbero essere, e che arrivano a noi in modo molto più naturale. Non è più il ronzio costante degli elettrodomestici, le voci che rimbalzano sui muri o il traffico che filtra attraverso i vetri: ora è l’aria che fa frusciare le foglie, gli uccelli in lontananza e il crepitio del fuoco stesso e degli ingredienti principali. Poi, naturalmente, ci sono gli ospiti, ma vi invitiamo a tirare fuori la frusta, se necessario, per abbassare il volume alla francese, almeno mentre cucinate.
Vedrete che questo trasforma completamente l’esperienza.

Un design che accompagna il ritmo naturale
Il design dell’ambiente circostante gioca un ruolo decisivo nella creazione di questa atmosfera. La disposizione dei moduli, la scelta dei materiali, l’integrazione di vegetazione, pergole o elementi verticali che fungono da schermi acustici naturali… tutto contribuisce a creare un ambiente acusticamente favorevole.
A Novara, ogni cucina è progettata in modo che lo spazio esterno non sia solo funzionale, ma anche emozionale. La scelta di superfici come la pietra naturale o l’acciaio inox non si basa solo su criteri tecnici di durata, ma anche sulla loro capacità di integrarsi nell’ambiente senza spezzarne il ritmo. Anche la tecnologia Q-XTREM® fornisce un plus in questo senso: superfici resistenti che permettono di installare la cucina in luoghi dove il naturale si impone, senza dover rinunciare alla raffinatezza o alla pace sensoriale offerta dall’ambiente.
Pianificare l’invisibile
Così come si progettano percorsi, flussi di lavoro o punti luce, anche il suono può e deve far parte della progettazione. Un pavimento che smorza, una pergola che protegge dal vento, un piano di lavoro che non riverbera… piccoli gesti che migliorano l’intera esperienza. L’obiettivo non è creare il silenzio, ma un paesaggio sonoro coerente con ciò che accade.
Cucinare all’aperto ci permette di riconnetterci con una dimensione più organica dell’atto del cucinare. E questa dimensione è anche ascoltata. Per questo chiediamo che i suoni della natura siano considerati un ingrediente ufficiale, come il vino per la carne.











